lunedì 4 dicembre 2017

Fisici pluralisti: Anassagora


Risultati immagini per anassagora di clazomeneAnassagora di  Clazomene, visse e operò ad Atene. Egli può essere considerato il primo vero "scienziato". 
Anassagora fu accusato di empietà, perché riteneva che il sole non fosse una divinità ma una semplice massa infuocata, fa cacciato dalla città e mori in esilio.

Lui trattava i fenomeno non come frutto di misteriose forze divine, ma come effetti di cause naturali. La sua era una nuova mentalità, basata sull'osservazione diretta oltre che sul ragionamento. 

Anassagora mostra di avere una percezione delle dimensioni e della configurazione dell'universo migliore di quella dei suoi precedenti. 
Egli, diceva che il sole ci appare piccolo perché dista molto da noi, ma in realtà è molto più grande del Peloponneso. Inoltre, riteneva che esso non fosse un elemento del nostro passaggio, né che tramontasse dietro i monti, bensì che ruotava intorno alla Terra. 
Sosteneva che anche la luna ci appare più grande perché è più vicina al nostro pianeta. Ancora, affermava a tutti i corpi celesti sono della stessa natura della Terra e che la luna, come la Terra, è attraversata da valli e pianure. 

La teoria dei semi
Anassagora elabora la sua celebre teoria dei "semi", particelle piccolissime e invisibili di materia che, combinandosi variamente, danno origine a tutte le cose visibili. Queste particelle differiscono per qualità e sono infinitamente divisibili e infinite in qualità e numero.
Questi semi sono sempre presenti in tutte le sostanze pur in misura piccolissima e variamente proporzionate. 
Questo ragionamento parte dall'osservazione del fenomeno della nutrizione.
Anassagora pensa che il concetto dei "semi"  possa spiegare tutte le trasformazioni in natura.

Il noùs come principio originario

Anassagora per spiegare l'origine dell'universo dalla mescolanza degli elementi originari, ricorre all'azione in una forza nettamente distinta e separata da quelli ,che egli chiama intelligenza, noùs: essa determina il movimento che è causa della separazione e composizione di semi secondo un ordine razionale.

L'intelligenza di Anassagora è un'energia illimitata, dotata di forza propria. La sua funzione consiste nel dare forma al caos indistinto originario, provocando la differenziazione degli elementi e il processo di individuazione degli esseri.
Quindi l'intelligenza ha generato un movimento vorticoso nel caos primordiale in cui tutti i semi erano congiunti in maniera confusa. Questo vortice ha prodotto la separazione degli elementi opposti come il caldo e il freddo, la luce l'oscurità ecc.











lunedì 27 novembre 2017

I fisici pluralisti: Empedocle

I fisici pluralisti sono chiamati così perché ammettono a fondamento dell'universo una pluralità di principi materiali.
Essi sono d'ccordo con Parmenide sul fatto che nell'universo c'è nascita né distruzione ma nello stesso tempo possono concordare con Eraclito nel riconoscere che tutto diviene e si trasforma incessantemente.



Immagine correlataUno dei fisici pluralista di Empedocle di Agrigento presentato alla tradizione come poeta, medico, taumaturgo e mago. Empedocle sul poema Nella natura descrive la nascita dell'universo a partire dalla situazione originaria di una totalità indifferenziata,lo sfero, in cui si mescolano e confondono il fuoco, l'acqua, la terra e l'aria che rappresentano le "quattro radici" ovvero i quattro principi primordiali. 
Questi principi sono eterni, immutabili e identici a se stessi.
Empedocle ipotizza che vi siano due forze cosmiche, l'amore e l'odio, le quali presiedono rispettivamente all'unione e alla separazione dei principi originari, tali forze determinano la generazione e la dissoluzione di tutte le cose. 
L'esistenza per Empedocle costituisce il momento intermedio che non è né pieno amore né pieno odio ma la tensione tra i due esterni. 

mercoledì 22 novembre 2017

Zenone e i paradossi logici

Zenone di Elea nel 489 a.C circa, era un fedele discepolo di Parmenide. 
Lui cercò di dimostrare con sottili argomenti logici che chiunque si fosse discostato all'insegnamento del maestro sarebbe caduto in una serie di insanabili contraddizioni logiche.
Zenone confutava, con la sua sottile arte dialettica, coloro che affermavano:
•la pluralità dell'essere e delle cose (i pitagorici);
•il movimento (Eraclito e gli eraclitei).

Il suo pensiero può essere riassunto nella seguente affermazione: se si ammette che la realtà è mutevole e molteplice, si cade nell'assurdo. 

Zenone è famoso per i paradossi, uno dei più celebri è quello di "Achille dal piede veloce", adoperato da Zenone per confutare le tesi a favore del movimento. 
L'argomento sostiene che il velocissimo Achille, impegnato in una competizione con una tartaruga, non sarà mai in grado di raggiungere la tartaruga nonostante Achille sia in vantaggio. 
Mentre Achille avrà raggiunto il punto di partenza della tartaruga, la tartaruga si sarà già spostata e sarà già andata avanti. E così via all'infinito. 

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I caratteri dell'essere

Parmenide si pone il problema di definire i caratteri essenziali dell'essere in modo tale da non essere in contraddizione con l'affermazione centrale dell'esere come unica realtà esistente e pensabile.

Le definizioni cui il filosofo arriva per via deduttiva sono:
•l'essere è ingenerato e imperituro: se nascesse dovrebbe derivare da ciò che non è; ma niente può derivare da ciò che non esiste dunque non può nascere. 
•l'essere è eterno: esso non ha passato ne futuro.
•l'esere è immutabile e immobile: ogni movimento implica una contaminazione tra uno stato A e uno stato B dei corpi, in cui B deve essere concepito come differente da A. Ma se A è"essere", B dovrà essere "non essere".
•l'essere è finito: Parmenide definisce l'esere come una sfera perfettamente omogenea e da ogni parte identica a se stessa. 

Parmenide e il pensiero dell'essere



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Parmenide è considerato il filosofo dell'unità e della stabilità. 

È vissuto a Elea (oggi Velia) in cui Parmenide crea un ambiente culturale e intellettuale aristocratico. Scrisse un poema in versi intitolato "Sulla natura" di cui ci rimangono il proemio e altri vari frammenti su parti dedicate alla verità e all'opinione. 

Il messaggio di Parmenide è espresso in modo oscuro e difficile: l'essere è, e non può essere, mentre il non essere non è, e non può essere;

Per Parmenide il termine "essere" lo intende come ciò che è comune a tutti e che esiste nella pienezza assoluta e perfetta, eterna e immobile; se una cosa esiste, secondo il suo modo di pensare, non nasce e non perisce,  non si muove e non cambia.


martedì 21 novembre 2017

I pitagorici: la dottrina del numero

Accanto al tema della cura dell'anima l'altro tema importante per i pitagorici è rappresentato dalla dottrina del numero.
Tra le due dottrine c'è un nesso molto stretto.
La vita dell'uomo saggio o "filosofo", infatti si caratterizza per l'ordine e la misura con cui sa tenere a freno gli istinti del corpo.

I pitagorici affermavano che la vera sostanza delle cose non risiede nell'acqua, nell'aria o in qualsiasi altro elemento fisico come i filosofi precedenti avevano sostenuto, ma nel numero.

Infatti, è grazie al numero che noi possiamo cogliere la realtà profondo del cosmo, fatto di proporzione quantitativa tra gli elementi.
Si tratta di un'intuizione fondamentale, che anticipa le prospettive della scienza moderna: la natura può essere ricondotta ad un ordine misurabile, a dunque è possibile rappresentarla e conoscerla in modo oggettivo. 

Il numero come principio costitutivo della realtà


I pitagorici considerano il numero come il vero e proprio principio generatore (o arche) di tutte le cose. Per i Greci il numero non era qualcosa di astratto, ma aveva delle caratteristiche fisiche e geometriche. I pitagorici in particolare rappresentavano l'unità con un punto dotato di estensione spaziale, identificando l'aritmetica e geometria: un numero era  contemporaneamente una figura geometrica e viceversa le figure geometriche corrispondevano vano un numero.

I numeri di dividono in:

➥pari, che è un'entità illimitata, simbolo di imperfezione, disordine, caos, materia.
➥dispari,che è un'entità limitata, simbolo della perfezione, del bene, della forma della proporzione perché solo ciò che è limitato permette la misurazione.

Tra questi aspetti c'è una lotta soltanto apparente perché la natura profonda delle cose all'armonia e alla conciliazione: la diversità si risolve in una superiore unità.



Anassimene: l'aria come principio delle cose

Risultati immagini per anassimeneVisse tra il 586 a.C e il 525 a.C a Mileto ed è più giovane di Anassimadro di circa una generazione.

Anche Anassimene si occupò di ricerche naturalistiche Egli identificava il principio primo con l'aria o "respiro" paragonando la vita dell'universo alla vita dell'uomo

Lui affermava che: come l'anima nostra che è aria, ci sostiene, così il soffio  e l'aria circondano tutto il mondo.

Anassimene attribuisce al principio primo i caratteri dell'infinità e del movimento incessante: l'aria è la forza che anima il mondo e il principio di ogni mutamento.

La trasformazione e generazione delle cose è spiegata dal filosofo attraverso i principi di condensazione e rarefazione: quanto infatti l'aria viene a rarefarsi diventa fuoco;quando si condensa diventa vento, nuvola,acqua, terra e pietra.

L'universo sotto a questo principio quindi è destinato a dissolversi nel principio originario per poi tornare a rigenerarsi ad esso, in un ciclo di vita, morte e rinascita destinata a durare in eterno.